Post contrassegnati da tag ‘giuseppe battiston

31
dic
69

La Reggia di Venaria e i Savoia

Mosaic9016980Il recupero della reggia di Venaria Reale e’ un’operazione ambiziosa e costosa e sicuramente molto complessa.
La mostra sui Savoia che testimonia lo stato del recupero non e’ del tutto soddisfacente: lasciano perplessi i giardini, forse per ignoranza della spettatore che, abituato ai parchi secolari delle altre regge, italiane e non, si aggira deluso e spaesato per le aree appena rimesse a nuovo, dalle fragili piantumazioni recenti (qualcuna gia’ seccata).
Per vistare le parti recuperate della regga, circa un chilometro e mezzo di cammino tra citroneria e piano nobile, bisogna preventivare piu’ di un’ora (sotto il pungolo dei custodi): i materiali esposti per illustrare la storia di casa Savoia sono molteplici ed alcuni di sicuro pregio (Van Dyck, Reni e per le arti applicate regionali i nomi di tutto rispetto del Cignaroli e l’esimio ebanista Prinotto) ma l’esagerata sequela di opera non permette di godere di qualcosa in particolare, neppure degli allestimenti audiovisivi di Peter Greenaway che insieme a la corte di carta di Isabelle de Borchgrave sono rappresentazioni piu’ d’impatto rispetto alle quadrerie senza fine.
Tra gli allestimenti di Greenaway quello che mi e’ piaciuto di piu’ e’ quello che ripopola la cucina grande con il sempre bravo Giuseppe Battiston nei panni del capocuoco; in un altra sala sono riuscita a riconoscere Iaia Forte impersonare una delle figure femminili che vissero a corte, mentre mi e’ onestamente sfuggita la pettegola della Litizzetto.
Forse come cita l’introduzione del sito, sarebbe meglio sbrigare la visita con la corsa di 10 minuti ispirata a The dreamers di Bertolucci che si arresterebbe senza fiato davanti alla, questa si’ davvero meravigliosa e mozzafiato Galleria Grande.

La Reggia di Venaria e i Savoia.
Arte, magnificenza e storia di una corte europea

Venaria Reale, Torino

prorogata fino all’11 maggio 2008

31
dic
69

Non pensarci

Nonpensarci Stefano, musicista punk in crisi artistica e sentimentale, decide di tornare per qualche tempo a casa dai suoi per ritrovarsi ma appena a casa verra’ travolto nei numerosi problemi dei suoi familiari..

L’aggettivo che piu’ mi veniva in mente mentre mi godevo le gag del film era fantozziano: non sono mai stata una fan di Fantozzi, ma se negli anni’70-’80 la vita patetica del travet era il simbolo delle miserie italiane, oggi questo ruolo spetta al 35-40 enne in crisi, bamboccione di ritorno o per vocazione; quindi le (dis)avventure dei fratelli Nardini possono avere davvero qualcosa in comune con quelle del famoso ragioniere.
La vita di provincia poi e’ descritta con precisione assoluta, anche nei personaggi secondari, come Matrix, il classico ragazzo che si e’ sperso nel suo mondo e che tutti abbiamo conosciuto almeno una volta.
Divertente e leggero, sostenuto dalla grande prova del cast, Non pensarci non e’ pero’ un film conciliante: se non ci fosse stato l’intervento del deus ex machina, Stefano e i suoi fratelli sarebbero riusciti a risolvere i loro guai?




Iscriviti

Get every new post delivered to your Inbox.