Post contrassegnati da tag ‘Daniel Auteuil

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dic
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L’ultima missione

Lultimamissione Louis Schneider, poliziotto roso dal senso di colpa per l’incidente che ha distrutto la sua famiglia, sta indagando su un a serie di efferati omicidi che sconvolgono Marsiglia. Per colpa dell’alcol gli viene tolto il caso, a cui continuera’ a lavorare per conto suo; nel frattempo viene contattato da una ragazza, Justine, sopravvissuta all’eccidio della famiglia compiuto da un pericoloso maniaco che sta per essere scarcerato per buona condotta e che proprio Louis aveva catturato 25 anni prima..

Non c’e’ redenzione in questo ultimo film di Olivier Marchal, cupo e disperato: si muore e si nasce nel sangue e tra questi due eventi non c’e’ che dolore e disperazione; tutto e’ livido e freddo a partire dai colori, quasi sempre alterati della fotografia di una Marsiglia che non concede nulla allo spot pubblicitario (e le film commission italiane prendano esempio, per favore!)
Forse troppe trame si intrecciano in questa pellicola, sicuramente imperfetta e slabbrata ma ogni singolo episodio e’ la stazione di una via crucis nella sofferenza di chi e’ stato trucidato, di chi deve scendere a patti con la propria coscienza e convivere col senso di colpa, di chi deve sopperire a una perdita insensata e violenta e trovare una ragione sufficientemente valida per continuare a vivere. La disperazione con cui il regista squarcia il velo su un mondo corrotto e crudele riesce ad arrivare allo spettatore nonostante gli eccessi stilistici e alcuni punti (volutamente?) oscuri della trama e pesa sul cuore come un macigno.

31
dic
69

Il mio migliore amico

Ilmiomiglioreamico Il ricco mercante d’arte, Francois, ha una crisi di mezza eta’ un po’ diversa dal solito cliche’: inizia a rendersi conto che non ha amici, ma pur di non ammetterlo con le sue solite frequentazioni che gli rinfacciano la sua freddezza nei rapporti interpersonali, scommette con la sua socia in affari che nel giro di breve tempo le presentera’ il suo migliore amico, iniziando una caccia affannosa alla ricerca dell’amico ideale.

Pur essendo tutto piuttosto prevedibile nella trama del film, l’amico del cuore verra’ trovato, perduto e finalmente conquistato, il lavoro di Leconte si segnala per lo scavo dei personaggi, ottimamente interpretati: Francois che inizia a sentire il peso di una vita dedicata solo al lavoro (e la scommessa e’ una conseguenza di questo sentire, come il gesto impulsivo di acquistare il vaso greco) e Bruno che apparentemente e’ una persona molto estroversa, cosa che attira l’attenzione di Francois per i suoi scopi, ma che patisce comunque la solitudine data da rapporti troppo superficiali.
Bella l’idea di incarnare in due situazioni fondamentali per l’economia filmica due qualita’ dell’amicizia, la sua fragilita’ rappresentata dal vaso greco e il detto “chi trova un amico trova un tesoro” dimostrato con la partecipazione a Chi vuol essere miliardario.
Sottile ma senza scosse, il film mi e’ piaciuto, forse perche’ ho sempre amato la commedia e il cinema francese e’ l’unico che riesce ancora a fare delle commedie brillanti dove si ride per l’arguzia delle battute e non per la volgarita’ delle gag, dove nelle avventure del bel mondo parigino non viene inserita per forza una inquadratura da cartolina con i monumenti piu’ celebri della citta’, come avviene sempre nel cinema italiano e spesso anche in quello americano.




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