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nuovo mondo

Nuovomondo2 E’ cosi’ Nuovo mondo non e’ riuscito a entrare nella cinquina dei film nominati come migliori film stranieri: la fanfara vittoriosa si e’ spenta come al solito in un mormorio e tra i pochi a parlarne c’e’ FilmTv che riporta la notizia in un trafiletto del numero in edicola da oggi (un altro buon motivo per stare vicino all’unico settimanale che ritiene che occuparsi di tv e film non significhi fare esclusivamente gossip), avevo previsto con largo anticipo questa possibile debacle dell’ottimo lavoro di Crialese e vi assicuro che non e’ divertente dover dire “mi al prevediva”, soprattutto in casi come questo.
Assolutamente imprevisto e’ invece il nuovo mondo cinematografico scoperto di recente: sono due lunedi’ che per una serie di motivi vado al cinema al primo spettacolo, quello delle 20 e inaspettatamente trovo la sala piena, le pellicole proiettate erano per altro decisamente fuori dalle top ten del botteghino, (Le luci della sera e Bobby) insomma ho scoperto che “lo spettatore intelligente” , che va la cinema a vedere la pellicola di buona qualita’ e non ti rumina nelle orecchie ne’ commenta scioccamente tutto il tempo esiste, peccato che mi rubi i posti migliori, quasi personalizzati nelle piccolissime sale in cui questi film vengono trasmessi: va bene il sollievo di non essere sola, ma credo proprio che me ne tornero’ nel deserto del secondo spettacolo!

31
dic
69

Alibi – per essere altrove

Rubrica01_1

Poi uno si stupisce se dico che sono napoleonica per effetto pavloviano: che ci posso fare se a me il Grande Corso porta decisamente bene?

Alibi1 Ad esempio il contatto con lui, direttore della nuova rivista di viaggi Alibi – per essere altrove e’ nato grazie alla comune passione napoleonica, fatto sta che il geniale direttore ha pensato bene di affidarmi una rubrica sul cinema all’interno della rivista e mi e’ parso giusto iniziare a sviscerare il rapporto tra cinema e viaggio raccontando la storia di un mezzo di trasporto che al cinema ha avuto (e ha portato) molto successo, il treno: siccome la storia tra cinema e treno e’ lunga e complessa nel primo numero racconto solo la prima parte di questa liason.
Terminato lo spudorato momento di vanto, va detto che la rivista e’ molto curata sia nell’impaginazione che nei servizi che hanno un’impronta “culturale”, in tutte le accezioni del termine, come tiene a specificare l’esimio direttore nell’editoriale di presentazione.
Il prezzo e’ piu’ che equo: 3,90 euri, la distribuzione buona (ho fatto incetta di copie per parenti e amici all’Esselunga di Alessandria) se ancora non e’ chiaro dove voglio andare a parare vi elargiro’ una delle perle di saggezza cultural-economica del mio vecchio parroco, Don Egisto: il primo numero di un nuovo giornale va sempre comprato e conservato, magari tra cinquant’anni vi trovate una fortuna in mano! ;-)

31
dic
69

Ucci Ucci sento odor..

E cosi’, a dieci giorni dall’inaugurazione, sono finalmente andata al nuovo multiplex UCI Cinemas aperto a pochi chilometri da casa mia (esattamente 6 minuti di automobile).
Il complesso si posiziona ai primi posti delle mie memorie cinematografiche olfattive con il suo odore di nuovo, di plastica nuova, per l’esattezza plastica FIAT, si’ quello inconfondibile che emana per mesi un’automobile FIAT nuova.
E’ stata un’esperienza olfattiva interessante quella di entrare in un cinema che sa cosi’ di nuovo, se penso alle mie percezioni olfattive nei cinema, il primo a corrermi incontro e’ il sottile odore di cera per parquet della sala Zandrino del Comunale, mentre nell’attigua sala Ferrero ti coglie l’odore della polvere del palcoscenico che non viene mai spazzato. Entrare all’Arcadia di Melzo significa essere avvolti nel sapore dolciastro dei popocorn e degli altri snacks che per fortuna non mi perseguita all’interno delle sale. I ricordi del cinema del passato sanno di stantio, della polvere accumulata nei pesanti tendaggi di velluto ma per gli alessandrini il cinema avra’ sempre l’odore acre del petrolio che copre la nota di marcio che per anni ha caratterizzato i locali del centro travolti dall’alluvione del ’94.
Chiusa la parentesi olfattiva, torniamo al nuovo UCI che dalla pubblicita’ ho scoperto doversi pronunciare iusiai. Veramente credo che ci tornero’ poco in questo multiplex, nonostante l’impressione positiva dell’ambiente: pulizia comodita’, buon audio, ma ahime’ caro come il sangue (anche lo spettacolo pomeridiano a prezzo intero!!!) per chi al cinema ci va due o tre volte alla settimana pagando sempre di tasca propria come la sottoscritta e se questo cinema non pratichera’ qualche altro sconto o convenzione oltre il lunedi’ a 4,70 euri (contro i 4,00 di tutti gli altri dei dintorni tacendo del Sociale di Tortona che il lunedi’ e il mercoledi’ arriva a 3,50) credo che per i prossimi anni il ricordo della plastica nuova rimarra’ l’unico che avro’.

31
dic
69

Addio a Eleonora Rossi Drago

Eleonorarossidrago
Si e’ spenta ieri a Palermo, all’eta’ di 82 anni una delle dive del cinema italiano degli anni ‘50 e ’60, protagonista di molti film sentimentali ma anche sensibile interprete di diversi film importanti della cinematografia italiana.
Nata a Quinto (Genova),nel 1925, Palmina Omiccioli inizia la sua carriera nel mondo dello spettacolo come indossatrice. Passaggio obbligato anche Miss Italia nel 1947 ma viene esclusa dalla gara perche’ sposata e gia’ madre. Il cinema non si lascia sfuggire la sua bellezza raffinata e seducente e la arruola con il nome altisonante di Eleonora Rossi Drago.
Il debutto e’ con una piccola parte ne I pirati di Capri del 1949 e il successo arriva nel 1951 con il drammatico Persiane chiuse di Comenicini nel quale la Rossi Drago interpreta una donna sulle tracce della sorella finita nel giro della prostituzione.
Nel 1955 e’ protagonista de Le amiche di Antonioni e negli stessi anni inizia la sua collaborazione teatrale con Visconti.
Nel ‘59 e’ Liliana ne Un maledetto imbroglio la trasposizione cinematografica che Germi fece del romanzo di Gadda Quer pasticciaccio brutto de via Merulana, sempre nel 1959 l’attrice gira Un’estate violenta di Zurlini che narra l’amore tra la vedova di un combattente e il figlio di un gerarca nell’estate del ‘43. Per quest’interpretazione Eleonora Rossi Drago vince un nastro d’argento. Del ‘59 e’ anche L’impiegato che la vede coprotagonista accanto a Manfredi.

Filmrossidrago

Molti i film girati anche negli anni ’60 tra questi una partecipazione a La bibbia di John Huston come la moglie di Lot; nel frattempo a dare lustro alla sua carriera arrivano gli sceneggiati RAI e in particolare La cittadella accanto ad Alberto Lupo.
L’attrice si e’ ritirata dagli schermi nei primi anni ‘70 dopo il matrimonio con il barone Domenico La Cavera.




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