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Hamelin

Macallelocset2006_1 Ieri sera sono andata alla prima teatrale dello spettacolo che ha vinto la seconda edizione del concorso In scena, indetto dalla compagnia teatrale alessandrina MaxAub con lo scopo di far conoscere autori e testi inediti della drammaturgia italiana.
Hamelin di Fabrizio Bonci e’ stato scelto come vincitore tra gli 82 testi pervenuti.
Si tratta di un atto unico che racconta di un avamposto militare di soldati italiani impegnati in una delle tante missioni di pace di questi tempi.
Con reminiscenze de Il deserto dei tartari la vita dei militari scorre nell’attesa di un fantomatico nemico che non si vede, il campo e’ accerchiato solo da ratti sempre piu’ grossi e numerosi. L’attesa e la tensione sfogati con stupidi e crudeli scherzi, avranno un esito molto drammatico..
Bonci descrive molto bene i toni assurdi della guerra con le battute e gli episodi di crudele e stupida spavalderia e la regia di Laura Bombonato ha saputo cogliere l’atmosfera claustrofobica del campo militare con una scenografia scarna e la scelta di far circondare la scena dal pubblico avvicinandolo ancor piu’ al grottesco dramma con l’abbattimento della “quarta parete”
Il titolo dell’opera e i ratti rimandano chiaramente alla fiaba del Pifferaio di Hamelin e dopo lo spettacolo c’e’ stato un incontro con l’autore che ha raccontato che questa fiaba nera trova molto probabilmente origine nelle misconosciute Crociate dei bambini avvenute a cavallo del XII e XIII sec quando migliaia di bambini furono fatti prigionieri e venduti come schiavi per combattere in Terra Santa; personalmente non sapevo di questo triste episodio che fa accapponare la pelle, visto l’inquietante parallelismo con i bambini soldati di tante guerre moderne.
Lo spettacolo sara’ rappresentato al teatro Macalle’ di Castelceriolo (AL) fino a domenica prossima: se amate il teatro spingetevi fino a qua: ne vale davvero la pena

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Sapevatelo!

Inlandempire Casigliani! Concittadini! Co-provinciali!
Da domani fino a lunedi’ ci sara’ INLAND EMPIRE al Macalle’ di Castelceriolo, siccome prevedo che sia l’unica occasione per vedere il controverso lavoro di David Lynch in provincia , organizzatevi!
UPDATE il film e’ proiettato anche in Sala Zandrino al Comunale di Alessandria, che dopo piu’ un mese dall’uscita del film e’ diventata la citta’ con ben due copie in programmazione, cosa che non era accaduta ne’ a Torino ne’ a Milano..
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Dopo l’appello alla cittadinanza mi rivolgo aigli amici cineblogger che hanno gia’ visto il film: sono molto nervosa per l’ampio spettro di voti della Connection , poi Manu che paragona quest’esperienza al pellegrinaggio a Santiago di Compostela..
Insomma consigli per prepararsi alla visione? Entro in sala fischiettando, facendo finta di nulla come se fosse un film qualsiasi? Mi astraggo preventivamente ad ogni connessione logica?
Che faccio, che faccio?

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Turandot

Turandot




E cosi’, nella settimana piu’ complessa per la lirica italiana, anche Alessandria ha dato il suo contributo portando in scena venerdi’ scorso, la Turandot con un allestimento sponsorizzato dagli enti cittadini.
Questa e’ stata la seconda opera lirica a cui ho assistito in vita mia e mi sono divertita moltissimo anche perche’ grazie a lui ormai sono una assidua ascoltatrice de La barcaccia quindi e’ stato divertentissimo fare la melomane criticando la bella voce della soprano che pero’ aveva una pessima dizione, infatti non si capiva nulla, la star indiscussa della serata e’ stata la cantante Rim Sae Kyung nella parte di Liu’, mentre il tenore spagnolo Ignacio Encinas deve aver preso spunto dall’Alagna Gate perche’ per i due primi atti ha risparmiato la voce e all’inizio del terzo atto eravamo tutti molto preoccupati per il Nessun dorma ascoltato in reverenziale silenzio e magistralmente interpretato dal cantante che si e’ preso qualche minuto buono di applausi a scena aperta.
Notevolissima la scenografia fatta di macchine teatrali mobili che hanno davvero incantato il pubblico, anche se alcune scelte si sono rivelate incomprensibili: perche’ in un perfetto allestimento in costume i tre ministri Ping Pong e Pang erano vestiti in frac e ghette?
Da viscontiana convinta devo muovere le mie critiche alla regia: quando all’inizio del primo atto Turandot si sporge dalle mura del Palazzo e lascia cadere il fazzoletto per negare la grazia al principe che non ha risolto gli enigmi apparendo per la prima volta a Calaf che si innamora a prima vista, il tenore canta l’aria in cui celebra la sua bellezza non verso la finestra ma girato dall’altra parte per cantare a favore di pubblico! Dico, e’ da Senso del 1954 che il grande Maestro stigmatizzava questo vezzo di cantare per il pubblico invece che recitare l’opera (inizio del film, a teatro: il tenore intona di quella pira l’orrendo foco abbandonando i compagni per andare a cantare dal limitare del proscenio) e proprio nell’anno del centenario viscontiano si ripropone questo stile operistico???




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