Larry Talbot, secondogenito di una nobile famiglia torna nel
villaggio natio dopo lungo tempo, in seguito alla morte del fratello maggiore,
conosce la bella figlia dell’antiquario e per corteggiarla compra un bastone il
cui pomo rappresenta una testa di lupo in argento. Una sera, dopo l’arrivo degli
zingari in citta’, va con Gwen e un’ altra ragazza a farsi leggere le carte, ma
quest’ultima viene aggredita e sbranata da un lupo feroce, Talbot interviene e
lo uccide con il bastone, ma il lupo riesce comunque a morderlo. Chiamati
rinforzi e tornati sul luogo dell’aggressione accanto alla ragazza si trovera’
il cadavere non di un lupo, ma dello zingaro Bela (interpretato da Bela Lugosi).
Incredulo di aver potuto scambiare un lupo per un essere umano, Larry interviene
al funerale di Bela e la madre dello zingaro gli svelera’ il mistero della
licantropia: chi viene morso da un lupo mannaro senza restare ucciso verra’
colpito dalla stessa maledizione!
Ben presto nuovi omicidi sconvolgono il
paese, e Talbot chiede aiuto al padre che lo convince che la sua sia solo
suggestione, ma quando il licantropo sta per sbranare Gwen, e’ proprio il padre
a doverlo uccidere con il medesimo bastone dal pomo d’argento.

Giudizio del
film
L’ultimo grande horror classico della Universal e’ datato
1941e sinceramente e’ di gran lunga minore ai grandi film di mostri degli anni
’30. La storia e’ parecchio confusa, probabilmente per grosse modifiche alla
sceneggiatura apportate poche settimane prima dell’inizio delle riprese. Al
copione lavoro’ principalmente Curt Siodmak, che riesce a costruire un impianto
degno di una tragedia greca, dove il destino avverso profetizzato non puo’ che
compiersi in maniera ineluttabile. Essendo girato nel 1941, e opera di un
fuoriuscito ebreo di origine tedesca, nel film non possono mancare riferimenti
latenti alla seconda guerra mondiale: il segno che contraddistingue la stirpe
dei licantropi e che appare sulle loro prossime vittime e’ un pentacolo che
ricorda la stella di David che i nazisti imponevano sui vestiti degli ebrei. Il
film viene finito nel novembre del ‘41 quando gli Stati Uniti erano ancora
neutrali al conflitto, quindi la parte della pellicola che rappresenta
l’incredulita’ del padre nei confronti della condizione del figlio, ma che messo
di fronte alla sua inumanita’ e’ costretto ad ucciderlo puo’ essere letta come
un monito all’America.
Giudizio sul DVD
Questa
edizione, facente parte di una collezione dedicata ai monster classici della
Universal, e’ molto interessante.
Oltre ad un buon riversamento della
pellicola, troviamo un documentario intitolato Mostri al chiaro di luna,
presentato da John Landis che ci racconta l’evoluzione dell’uomo lupo nella
filmografia Universal: il licantropo figura gia’ in Dracula, almeno con
il suo terribile ululato, dopo il successo di Frankenstein e lo sviluppo
di make up sempre piu’ complessi, viene stesa da Robert Florey la sceneggiatura
di un film sull’uomo lupo che doveva essere interpretata da Boris Karloff: la
vicenda era ambientata nelle alpi bavaresi e raccontava di un ragazzo che si
trasforma di un lupo mannaro, dopo esser stato allevato da un branco di lupi che
gli avevano sbranato la famiglia. Il progetto viene accantonato per timore della
censura.
Ne Il segreto del Tibet del 1935 la storia e’ incentrata
sulla licantropia, ma il film non ebbe successo, probabilmente perche’ il trucco
del werewolf non era troppo accurato, sempre per timore di non creare qualcosa
di troppo spaventoso, solo nel 1941 Lon Chaney Jr. diede finalmente vita
all’uomo lupo che e’ entrato nella storia del cinema.
Il commento del
film condotto da Tom Weaver, e‘ ricco di informazioni anche sugli attori minori
e illustra i pezzi di set che provenivano da altri film dell’Universal o che
entreranno poi in altre scenografie.
E’ molto interessante il parallelo con
l’horror psicologico che Val Lewton introdusse l’anno seguente alla RKO con
Il bacio della Pantera: di certo tra un uomo lupo e una donna pantera
qualche attinenza c’e’ gia’ nel tema, ma la cosa piu’ interessante e’ che nella
stesura originale e modificata all’ultimo minuto, non ci sarebbe dovuta essere
nessuna trasformazione visibile in lupo: veniva lasciata allo spettatore la
possibilita’ di decidere se Larry Talbot fosse stato veramente colpito da
licantropia o solo da una turba psichica, anticipando in questo modo lo stile
l’horror che salvo’ la RKO dal fallimento, ma produttori poco disposti a
rischiare preferirono restare legati alla tradizione degli anni ‘30 fatta di
spettacolari make up, segnando cosi’ il declino della grande tradizione horror
della Universal.










