Archivio per la categoria 'dvdrama'

31
dic
69

L’uomo lupo

Larry Talbot, secondogenito di una nobile famiglia torna nel
villaggio natio dopo lungo tempo, in seguito alla morte del fratello maggiore,
conosce la bella figlia dell’antiquario e per corteggiarla compra un bastone il
cui pomo rappresenta una testa di lupo in argento. Una sera, dopo l’arrivo degli
zingari in citta’, va con Gwen e un’ altra ragazza a farsi leggere le carte, ma
quest’ultima viene aggredita e sbranata da un lupo feroce, Talbot interviene e
lo uccide con il bastone, ma il lupo riesce comunque a morderlo. Chiamati
rinforzi e tornati sul luogo dell’aggressione accanto alla ragazza si trovera’
il cadavere non di un lupo, ma dello zingaro Bela (interpretato da Bela Lugosi).
Incredulo di aver potuto scambiare un lupo per un essere umano, Larry interviene
al funerale di Bela e la madre dello zingaro gli svelera’ il mistero della
licantropia: chi viene morso da un lupo mannaro senza restare ucciso verra’
colpito dalla stessa maledizione!
Ben presto nuovi omicidi sconvolgono il
paese, e Talbot chiede aiuto al padre che lo convince che la sua sia solo
suggestione, ma quando il licantropo sta per sbranare Gwen, e’ proprio il padre
a doverlo uccidere con il medesimo bastone dal pomo d’argento.

Giudizio del
film

L’ultimo grande horror classico della Universal e’ datato
1941e sinceramente e’ di gran lunga minore ai grandi film di mostri degli anni
’30. La storia e’ parecchio confusa, probabilmente per grosse modifiche alla
sceneggiatura apportate poche settimane prima dell’inizio delle riprese. Al
copione lavoro’ principalmente Curt Siodmak, che riesce a costruire un impianto
degno di una tragedia greca, dove il destino avverso profetizzato non puo’ che
compiersi in maniera ineluttabile. Essendo girato nel 1941, e opera di un
fuoriuscito ebreo di origine tedesca, nel film non possono mancare riferimenti
latenti alla seconda guerra mondiale: il segno che contraddistingue la stirpe
dei licantropi e che appare sulle loro prossime vittime e’ un pentacolo che
ricorda la stella di David che i nazisti imponevano sui vestiti degli ebrei. Il
film viene finito nel novembre del ‘41 quando gli Stati Uniti erano ancora
neutrali al conflitto, quindi la parte della pellicola che rappresenta
l’incredulita’ del padre nei confronti della condizione del figlio, ma che messo
di fronte alla sua inumanita’ e’ costretto ad ucciderlo puo’ essere letta come
un monito all’America.

Giudizio sul DVD

Questa
edizione, facente parte di una collezione dedicata ai monster classici della
Universal, e’ molto interessante.
Oltre ad un buon riversamento della
pellicola, troviamo un documentario intitolato Mostri al chiaro di luna,
presentato da John Landis che ci racconta l’evoluzione dell’uomo lupo nella
filmografia Universal: il licantropo figura gia’ in Dracula, almeno con
il suo terribile ululato, dopo il successo di Frankenstein e lo sviluppo
di make up sempre piu’ complessi, viene stesa da Robert Florey la sceneggiatura
di un film sull’uomo lupo che doveva essere interpretata da Boris Karloff: la
vicenda era ambientata nelle alpi bavaresi e raccontava di un ragazzo che si
trasforma di un lupo mannaro, dopo esser stato allevato da un branco di lupi che
gli avevano sbranato la famiglia. Il progetto viene accantonato per timore della
censura.

Ne Il segreto del Tibet del 1935 la storia e’ incentrata
sulla licantropia, ma il film non ebbe successo, probabilmente perche’ il trucco
del werewolf non era troppo accurato, sempre per timore di non creare qualcosa
di troppo spaventoso, solo nel 1941 Lon Chaney Jr. diede finalmente vita
all’uomo lupo che e’ entrato nella storia del cinema.

Il commento del
film condotto da Tom Weaver, e‘ ricco di informazioni anche sugli attori minori
e illustra i pezzi di set che provenivano da altri film dell’Universal o che
entreranno poi in altre scenografie.
E’ molto interessante il parallelo con
l’horror psicologico che Val Lewton introdusse l’anno seguente alla RKO con
Il bacio della Pantera: di certo tra un uomo lupo e una donna pantera
qualche attinenza c’e’ gia’ nel tema, ma la cosa piu’ interessante e’ che nella
stesura originale e modificata all’ultimo minuto, non ci sarebbe dovuta essere
nessuna trasformazione visibile in lupo: veniva lasciata allo spettatore la
possibilita’ di decidere se Larry Talbot fosse stato veramente colpito da
licantropia o solo da una turba psichica, anticipando in questo modo lo stile
l’horror che salvo’ la RKO dal fallimento, ma produttori poco disposti a
rischiare preferirono restare legati alla tradizione degli anni ‘30 fatta di
spettacolari make up, segnando cosi’ il declino della grande tradizione horror
della Universal.

31
dic
69

Moulin Rouge!

Giudizio del film

Clikka la foto

Giudizio del
DVD

Questa e’ quella che si definisce un’edizione di lusso, con
due DVD ricchi di extra, alcuni molto interessanti, soprattutto quelli che
spiegano i punti da cui si e’ sviluppata la storia: il concetto basilare e’
stato quello di intendere il Moulin Rouge come un luogo di attrazione e liberta’
creativa e trasgressiva alla stregua dello Studio 54 a New York o delle
discoteche ibizenche sul finire degli anni ‘80.
Extra azzeccato per un
musical quello di aggiungere la versione estesa dei balletti.
Troppo tecnico
forse quello dedicato ai montaggi alternativi.
Personalmente ho trovato un
po’ avvilente che nella versione del film commentata dal regista Baz Luhrman,
dalla costumista e dal direttore delle luci si sia insistito molto sullo
svelamento dei trucchi digitale: rischia di togliere magia a una storia cosi’
bella e affascinante

31
dic
69

Prova a prendermi

A 16 anni Frank Abbagnale Jr. fugge di casa, incapace di
scegliere con quale genitore andare a vivere dopo il loro divorzio: per i
successivi quattro anni vivra’ di truffe, spacciandosi prima per un pilota della
PAN AM, poi per un medico ed infine per un avvocato. Carl Hanratty, agente
dell’FBI fara’ della sua cattura un fatto personale.

Ispirato alla vera vicenda di
Frank Abbagnale jr., Spielberg utilizza il film per raccontare il mito
dell’America degli anni 60, quando tutto era possibile, anche se si evidenziano
i difetti che ancora oggi scontiamo: l’apparenza e la superficialita’.
Molto
interessante il rapporto di Abbagnale con il padre, un grandissimo Christopher
Walken, e lampante il ruolo di padre putativo che ben presto assume l’agente
Hanratty.

Giudizio del DVD

Innegabile, la qualita’
della traccia audio-video, l’edizione contiene due dischi, di cui uno di extra
particolarmente interessanti: il regista e il cast raccontano la loro
esperienza: pare che il libro in cui Abbagnale racconta la sua vicenda, sia un
cult in America, piu’ volte tentato di portare al cinema: ci riesce Di Caprio
che "arruola" Spielberg come regista.
Molto ghiotto il documentario in cui
Abbagnale racconta brevemente la sua esperienza, anche se e’ eccessiva la
divisione in capitoli che spezza troppo il racconto.

31
dic
69

Man on the moon

Non si puo’ partire che dai titoli di coda che scorrono
all’inizio del film per entrare nel mondo sfasato di Andy Kaufman,
intrattenitore americano dei tardi anni ’70. Viene solitamente definito un
comico perhe’ nasce con il Saturday Night Live, ma Kaufman preferisce
definirsi show-man, e la sua intenzione e’ quella di portare a galla, in chi
assiste ai suoi spettacoli, le emozioni piu’ sopite, da qui silenzi, verita’
svelate con tanto candore da risultare assurde e burle costruite su continui
colpi di scena studiati a tavolino, tanto che anche la sua vita reale diviene un
miscuglio di realta’ e finzione in cui non ci si raccapezza piu’.

L’affascinante
film di Forman sulla vita dell’eversivo show man Andy Kaufman e’ accompagnato da
brevi extra su disco solo in lingua inglese senza sottotitoli e anche l’extra
cartaceo che accompagna il DVD non e’, a mio parere, del tutto esauriente: il
personaggio di Kaufman e’ poco noto fuori dai confini americani e l’allegato non
offre un’ adeguata nota biografica , ma preferisce rimandare il lettore ad
alcuni siti internet. Andy fu protagonista di una sit-com, Taxi, che se
non erro fu trasmessa anche in Italia, ma neppure su questa notizia ho trovato
informazioni esaustive. Insomma l’esperienza con questi extra e’ deludente e
frustrante come un happening di Kaufman, (ho reimpostato lingua e sottotitoli
diverse volte, pensando che fosse il mio lettore ad avere problemi, rivivendo la
scena del film in cui il comico monta il suo special con le immagini che saltano
per far credere allo spettatore che sia la sua tv ad esser guasta) senza la
soddisfazione di prestarsi a un intelligente gioco mediatico.Il secondo DVD della serie
DVD Cult di Film Tv, si e’ rivelato un po’ deludente.

31
dic
69

The Tiger’s Coat

Pelle di tigre viene annoverato nella storia del cinema
muto non tanto per le sue qualita’ artistiche, ma perche’ unica prova
sopravvissuta alle ingiurie del tempo della parentesi attoriale di Tina Modotti.

In una notte di bufera a La
Classe, nella California del Sud, bussa alla porta del ricco scapolo Alexander
Mac Allister una misteriosa fanciulla, latrice di una lettera di presentazione
di un vecchio amico. Scambiandola per la figlia di costui, il giovane gentiluomo
se ne prende cura, nonostante la sua carnagione sia la piu’ scura che abbia
visto in una ragazza scozzese. Tra i due nasce l’amore, ma un rivale in affari
insospettito dalla provenienza messicana della giovane fa compiere delle
indagini e la vigilia delle nozze rivela al promesso sposo l’inganno di cui e’
stato vittima.
Mac Allister si reca dalla fanciulla per avere spiegazioni ed
ella confessa di essere la serva della figlia del suo amico, morta come il padre
per un’epidemia di febbre gialla. Indirizzata in California dalla padrona in
punto di morte, al suo arrivo non aveva avuto il coraggio di chiarire l’equivico
in cui si era trovata. Non avendo ottenuto il perdono dal suo amato che non puo’
legarsi a una peona di umili origini, la ragazza abbandona la casa della
famiglia che le faceva da chaperon. Quando nel promesso sposo l’amore vince
l’orgoglio della razza (sic!) ella ha gia’ intrapreso una carriera di danseuse,
ma il destino vuole che il debutto dello spettacolo avvenga proprio a La Classe
cosi’ i due giovani possono finalmente ricongiungersi.
Si tratta di un
melodramma arzigogolato e senza nessun rillievo tecnico, se non quello di
testimoniare una produzione medio-alta del tempo. Che fosse a disposizione un
budget costoso lo testomoniano le didascalie che spesso ribadiscono i concetti
delle scritte con disegni molto curati, come le molte scenografie utilizzate,
sia d’interni che d‘esterni.
Colpisce la storia d’amore basata su una
differenza razziale improponibile ai nostri giorni; interessante invece il fatto
che il flash back non sia introdotto da dissolvenze o tendini, quindi gia’ nel
1920 era un liguaggio filmico perfettamente comprensibile agli spettatori.
La
copia restaurata dalla Cineteca del Friuli, ha ricostruito perfettamente i
viraggi che all’epoca sostituivano il colore che non era ancora stato inventato,
a parte l’esperienza di Melies, che faceva dipingere a mano la pellicola. I
bagni di colore in tinte calde, aranciate venivano scelte per gli interni, per
restituire il calore delle pareti domestiche, mentre gli esterni venivano virati
in toni freddi, azzurrati.
Per quanto riguarda la breve esperienza
hollywoodiana della Modotti, che sui giornali dell’epoca veniva lanciata come
una bellezza sensuale ed esotica (ed infatti nel film non le si risparmia una
danza orientaleggiante su un palco adornato da tre budda) bisogna dire che ha
una recitazione piu’ contenuta di quella delle divine del muto: meno esagitata e
sbracciata, cerca una recitazione, per quanto possibile ai tempi, piu’
incentrata sull’espressivita’ del volto, confermando cosi’ la sua modernita’
artistica che si esprimera’ definitivamente della fotografia.

31
dic
69

Princess Mononoke

Princessmononoke Mononoke Hime
Giappone 1997
regia di Hayao Miyazaki

Il principe Ashitaka uccide un demone che sta attaccando il suo villaggio e viene contagiato dalla maledizione demoniaca: sara’ costretto ad abbandonare la sua gente ed andare in una terra lontana dove infuria una lotta tra gli uomini della citta’ del ferro che distruggono la foresta per i loro interessi e le divinita’ animali che abitano in essa e la vogliono preservare, a combattere per la foresta c’e’ anche una ragazza allevata dai lupi.

Bella favola ecologista, quanto mai attuale, che propone tutte le tematiche che caratterizzano l’opera di Miyazaki: una colpa iniziale involontaria che segna il protagonista e va scontata attraverso un viaggio, un percorso di conoscenza che porta a scoprire mondi fantastici che dimostrano che mai nessuno e’ completamente buono o cattivo e in Princess Mononoke la figura piu’ interessante e’ proprio quello della signora Eboshi, crudele fino al punto di sparare al Dio della Foresta ma anche molto attenta alle esigenze dei suoi sottoposti: ha emancipato le donne e dato dignita’ ai lebbrosi.
Sempre ottima la qualita’ del disegno del maestro Miyazaky che in questa pellicola esplode in un mondo estremamente fantasioso che si contrappone alla desolazione della guerra con esiti altamente drammatici e poetici.

Piuttosto povera l’edizione in dvd per quanto riguarda la sezione degli extra: solo un breve making of 5 minuti dove gli attori americani che hanno doppiato il film danno qualche parere sulla pellicola e il trailer USA: Princess Mononoke dovrebbe essere stato il primo film di Miyazaky distribuito nelle sale italiane (cfr. Mereghetti) ma posso immaginare l’esiguo numero di copie con cui sara’ uscito!

31
dic
69

Il coraggioso

Alla sua prima regia Johnny Depp sceglie di
raccontare una storia molto particolare, quella di Raphael un’indiano che vive
in una baraccopoli ai margini di una discarica. Nella disperata ricerca di un
lavoro finisce per accettare di essere il protagonista di uno snuff-movie, da
girarsi una settimana dopo aver percepito un anticipo. Il film racconta l’ultima
settimana di vita di Raphael, ma si dilunga un po’ troppo in compiaciute
descrizioni dei pittoreschi personaggi che abitano la discarica, tra questi c’e’
anche un cameo di Iggy Pop, che del film firma le musiche. Le storie dei looser
dal cuore d’oro, a cavallo tra Zavattini e Kusturica trovano riscontro in un
calligrafismo paesaggistico, dove la natura prorompe nella sua magnificenza a
pochi metri dalla discarica.
Un film interessante, soprattutto nella prima
parte ma che poi si perde in inutili e lunghe
melensaggini.

Giudizio del dvd

Solitamente rifuggo
dalle schede sugli interpreti e registi (che di questo film rappresentano
l’unico extra) ma questa volta le ho voluto leggere, scoprendo delle notizie di
gossip che neppure Novella 2000! Di Depp ora so che quando aveva 15 anni i suoi
genitori divorziarono e la sua posizione nella classifica degli uomini piu’ sexy
stilata da un giornale. Molto piu’ interessanti le note su Marlon Brando, di cui
il curatore non si e’ neppure peritato di dare la data di nascita, preferendo
metterci a conoscenza del suo stato civile, con l’elenco delle mogli di Brando
piu’ i rispettivi i figli, inoltre ha ritenuto di vitale importanza far sapere
come e’ cambiato il cachet dell’attore da Uomini di Zinneman a
Superman, da 50.000 a 4 milioni di dollari.
Meno male che questo dvd
l’ho comprato in offerta.

31
dic
69

Il castello errante di Howl

CastelloerrantehowldvdHo finalmente visto in dvd l’ultimo lavoro di Miyazaki che mi ero persa al cinema.
E’ una pellicola davvero molto bella, anche se non arriva alla perfezione de La citta’ incantata: probabilmente quello che rende impeccabile il lavoro precedente e’ l’introduzione che accompagna personaggi e spettatori in un mondo fantastico, mentre l’Europa di fine Ottocento percorsa da macchine volanti a vapore in cui e’ ambientato Il castello errante di Howl lascia spiazzati (mi ha ricordato Steamboy) e Sophie, la timida cappellaia non e’, almeno all’inizio, un personaggio accattivante e la maledizione che la trasforma in una vecchia non aiuta il procedimento d’identificazione con la protagonista. Superato lo sbigottimento iniziale il film riesce a prendere un suo ritmo e ad appassionare per la sua vena a tratti malinconica (bellissimo il valzer, leit-motiv della colonna sonora) ma anche ironica.
Resta sempre insuperabile la magnificenza delle immagini create dal Maestro Miyazaki.

Per quanto riguarda la versione limited edition del dvd, contiene extra sicuramente interessanti anche se la presentazione non e’ soddisfacente, ad esempio l’intervista a Diana Wynne Jones riporta solo le risposte dell’autrice e invece delle domande compaiono dei fotogrammi del film che dovrebbero introdurre l’argomento, una didascalia non avrebbe fatto male e neppure presentare la donna come l’autrice del romanzo da cui Miyazaki ha tratto il film (magari anche nella presentazione degli extra in copertina), cosa che si riesce comunque ad evincere dall’intervista.
La visita di Miyazaki alla Pixar e’ interessante per ottenere ragguagli sulla versione americana del film , mentre i venti minuti dedicati alla computer grafica che sta dietro al movimento del castello sono estremamente tecnici; rivedere tutto il film attraverso lo storyboard a cui e’ stato aggiunto il sonoro puo’ essere un’esperienza significativa.
Il fotogramma originale della mia confezione rappresenta Sophie che decide di cucinare le uova sulla testa di Calcifer.

31
dic
69

Consigli per gli acquisti

Le mie piu’ trepidanti attese sono giunte alla fine: e’ ottima
la recensione di Film Tv sul dvd de Les enfants du paradis capolavoro
francese del 1945, curata dalla BIM: due dischi che comprendono la versione
italiana intitolata Amanti perduti e la versione integrale in francese
con sottotili, piu’ interessanti extra sul lavoro di Marcel Carne’ e Jacques
Prevert.

Buone nuove anche per i cultori di Star
Wars
: finalmente a settembre usciranno in dvd gli attesissimi primi tre
episodi (quelli del 1977, 1980 e 1983) della saga di Lucas: restaurati e
rimasterizzati in digitale, saranno raccolti in un cofanetto di quattro dischi
di cui uno zeppo di extra ed inediti.

31
dic
69

Il Tesoro del castello senza nome

Img_173149_med_2Il parigino Jean-Loup, va in vacanza nella colonia di Campo Verde, sulle Ardenne Belghe; ben presto entra a  far parte del gruppo dei Cinghiali, superando le necessarie prove di coraggio, diventando inseparabile amico del capobanda, Bruno, detto Cow-boy.
La colonia prevede ogni anno una grande caccia al tesoro da svolgersi nelle foreste: questa volta i ragazzi devono aiutare lo storico del paese sulle  tracce di un tesoro templare. Il gruppo formato da Bruno Jean-Loup, Lustrucu e Byloke, si unisce ad un altro coinvolto nella ricerca di cui fanno parte Patrick, il tedesco Franz e la bella canadese Marion. I ragazzi riescono a trovare il nascondiglio del tesoro, ma qualcuno cerca di fermarli: il tesoro trovato non e’ quello dei templari, ma il bottino di una banda di pericolosi malviventi..

Tesorocastellosenzanome1cbE’ uscito in dvd all’inizio del 2005 il classico  per eccellenza dei telefilm per ragazzi, coproduzione franco-belga del 1969 sbarcata in Rai nel 1972.
Rivisto a distanza di decenni lo sceneggiato riesce ancora ad essere avvincente e si capisce la motivazione dell’enorme successo avuto all’epoca mescolando tutti gli aspetti che possono interessare l’infanzia: c’e’ il lato storico-misterioso dei templari, con la ricerca del tesoro tra  cunicoli ed anfratti, quello tecnico-sportivo delle gare in go-kart, l’uso dell’aeroplano telecomandato e delle fughe in moto e poi c’e’ il lato avventuroso del poliziesco che e’ forse quello che ha retto meno alla prova del tempo con una soluzione un po’ semplicistica del giallo.
Per certi versi la morale de Les Galapiats puo’ ricollegarsi ad Harry Potter spingendo il bimbo a trovare in se’ la forza e il coraggio di affrontare le situazioni piu’ impensabili,  mentre HP  deve sublimare nella magia, i primi anni ’70 permettevano ai bambini maggior liberta’ per l’azione pratica (il telefilm si basa su un vero episodio di cronaca che aveva per protagonisti due intraprendenti ragazzini che smascherarono una banda di ladri).
Lo sceneggiato  fu realizzato con molta  cura e attenzione: si tratta di una delle prime produzioni a colori della tv  francese, la colonna sonora e’ tutt’ora famosissima; venne diretto con mano sicura da Pierre Gaspard-Huit regista di film di genere dei primi anni ’60 passato alla televisione dopo il repulisti della Nouvelle Vague e i protagonisti divennero subito idoli dell’infanzia europea: personalmente stravedevo per Jean-Loup.

Il dvd della Yamato offre un discreto restauro della pellicola, anche se ogni tanto si nota qualche squadrettatura, gli extra sono interessanti: raccontano la genesi e la lavorazione del film, facendo venir voglia di visitare i luoghi che hanno fatto da scenario alla vicenda: Stavelot ospita ancora oggi la congrega dei Blanc Moussi.




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