Archivio per la categoria 'diario'

31
dic
69

Sapevatelo!

Inlandempire Casigliani! Concittadini! Co-provinciali!
Da domani fino a lunedi’ ci sara’ INLAND EMPIRE al Macalle’ di Castelceriolo, siccome prevedo che sia l’unica occasione per vedere il controverso lavoro di David Lynch in provincia , organizzatevi!
UPDATE il film e’ proiettato anche in Sala Zandrino al Comunale di Alessandria, che dopo piu’ un mese dall’uscita del film e’ diventata la citta’ con ben due copie in programmazione, cosa che non era accaduta ne’ a Torino ne’ a Milano..
***
Dopo l’appello alla cittadinanza mi rivolgo aigli amici cineblogger che hanno gia’ visto il film: sono molto nervosa per l’ampio spettro di voti della Connection , poi Manu che paragona quest’esperienza al pellegrinaggio a Santiago di Compostela..
Insomma consigli per prepararsi alla visione? Entro in sala fischiettando, facendo finta di nulla come se fosse un film qualsiasi? Mi astraggo preventivamente ad ogni connessione logica?
Che faccio, che faccio?

31
dic
69

Cartolina da Amsterdam

Poca atmosfera natalizia nella
capitale olandese: nessun tripudio di luminarie e decorazioni, forse
Amsterdam e’ ormai vittima del suo fascino trasgressivo fatto di ben
altre luci per lasciarsi andare a certi sentimentalismi, ma del resto
al mercato dei fiori c’e’ un negozietto di decorazioni natalizie aperto
tutto l’anno e cosi’ il tributo al “christmas time” e’ pagato.

Sempre vivace l’attivita’ culturale: molto interessante la mostra L’Art Nouveau, the Bing empire che analizza il fondamentale apporto della galleria di  Siegfried Bing, chiamata appunto L’Art Nouveau,
sull’omonimo stile artistico francese e mi diverte pensare che i nostri
cugini ultranazionalisti hanno mutuato il nome di uno dei loro periodi
artistici piu’ significativi da un collezionista tedesco innamorato del
Giappone, proprio come il nome italiano “stile Liberty” deriva dai
magazzini inglesi del colonnello importatore dei prodotti tipici della
Compagnia delle Indie.

Piu’ didascalica ma di grande successo la mostra Nicola e Alessandra , gli ultimi zar
all’ Hermitage di Amsterdam, che ripercorre la drammatica esistenza
degli ultimi esponenti della dinastia dei Romanof attraverso oggetti
personali e di rappresentanza.

Al numero 14 di Staalstraat  ho trovato un paradiso per cinefili: Cine qua non,
un negozietto disordinato, zeppo di vecchie edizioni di libri, VHS e
DVD, poster, foto e cartoline dedicate al mondo del cinema.

E a proposito di cinema, sono stata molto contenta di vedere che Dopo mezzanotte,
il bel film di Davide Ferrario, sia arrivato fino in Olanda anche se
non concordo per nulla con la sintetica frase che lo rappresenta, ma
Amsterdam val bene una cavolata..

31
dic
69

2004: nascono i cinebani

Vi ricordate il decalogo del cinefilo
integralista
da cui volevo staccarmi creando uno scisma ancora piu’
rigido?
Si e’ trovato un accordo con il movimento originario e lo stilatore
delle sacre leggi cosi’ si pronuncia: “commosso e onorato dall’ampio e
selezionato apprezzamento al decalogo dei maestrini, suggerirei per semplicità e
sintesi l’appellativo di "Cinebani" (cinefili talebani), movimento dedicato a
tutti coloro (conoi) che mal tolleriamo la grettezza delle masse senza volto e
educazione che infestano le sale.
il cinema è Luogo di Culto e come tale va
rispettato: perché in chiesa si tace e in sala no?
butto lì la proposta di
aprire www.cinebani.org, e ospitarvi il libro nero delle sale italiane, ove
denunciare i soprusi perpetrati dagli esercenti e dagli utenti.
se interessa,
se ne può discutere sulla mailing list di
blog-o-sfera.”
La proposta mi pare di sicuro interesse e spero anche si
successo: l’ora della riscossa e’ vicina!

31
dic
69

Gene Tierney

Ho ammesso repliche e dibattiti su Angelina Jolie e la Paltrow, ma questo per me’ e’ il volto piu’ bello della storia del cinema

31
dic
69

Donne.. du du du

Dall’intensa ma deludente vita sociale della settimana appena trascorsa ho evinto che, suo malgrado, una over trenta fidanzata nutre sempre un recondito senso di superiorita’ verso una over trenta single ma questo e’ un nulla infinitesimale rispetto alla spocchia che trasuda da una over trenta sposata con prole, soprattutto se vive in villa di proprieta’ in zona collinare.

31
dic
69

Lo spirito olimpico



Chissa’ se col soffio che ha spento la fiamma olimpica se n’e’ andato anche ”lo spirito olimpico che vive in tutti noi”?
Perche’ io ci ho riflettuto. Per giorni. E non puo’ esser colpa che di
questo malefico afflato se ho rischiato di sfracellarmi sopra un
motorino. Prestare attenzione alla preposizione, please: non con un
motorino, ne’ contro un motorino, ma SOPRA un motorino. Andiamo avanti.
Io credo che funzioni cosi’: il demone olimpico si aggira subdolamente
tra noi e ogni quadriennio si impossessa delle anime che in
quell’occasione si rivelano piu’ malleabili. Nel mio caso la
sensibilita’ all’influsso greco e’ lampante visti gli studi classici e
il mai pagato fio all’altrettanto classica vacanza post-maturita’
nell’Ellade.
Fatto sta che l’altro giorno mi sono ritrovata chiusa fuori casa senza
chiavi ne’ cellulare (embe’? capita, no..) e invece di recarmi di corsa
a recuperare il mazzo di riserva da chi di dovere, mi e’ passato per la
testa di scavalcare gli oltre due metri del muro di cinta scalando lo
scooter. Piccolo particolare che il viscido spirito olimpico mi ha
fatto dimenticare e’ che io soffro drammaticamente di vertigini: salire
3/4 gradini di una scala per cambiare una lampadina e’ per me
un’impresa eroica e neppure in sogno mi azzardo a librarmi in volo, ma
dopo esser stata circuita e aver distintamente sentito un sussurro
all’orecchio che sosteneva Nothing is impossible
eccomi pronta con il piano geniale: un piede sul predellino, salire
agilmente sulla sella ergersi con classe sul cruscotto e da li’, con
scatto felino ed abile mossa, sedersi sul muro per lasciarsi dolcemente
scivolare all’interno del cortile. Non mi era neppure sfuggito il
dettaglio che il Liberty 50 non ha il doppio cavalletto e poggia solo
da un lato. Cosi’, dopo aver cercato la posizione ideale perche’ il
mezzo, nella peggiore ipotesi, franasse contro il muro e dopo aver
gettato occhiate guardinghe alle spalle ( non so perche’ ho ancora il
vezzo di illudermi di possedere un minimo di reputazione presso il
vicinato) ho iniziato la scalata.
La titanica impresa si e’ fermata molto presto: precisamente quando il
mio piede ha lasciato il predellino e mi sono issata in ginocchio sulla
sella: la lieve vibrazione del mezzo e’ stata registrata dal mio
sismografo interno come una scossa di 10° grado sulla scala Mercalli,
lo sguardo vitreo fissato sul manubrio ha smesso di mettere a fuoco i
numeretti del tachimetro e il sudore che iniziava a grondarmi sugli
occhi mi ha riportato alla realta’: che ci facevo io li’? a quasi mezzo
metro da terra, in equilibrio precario???
Un balzo , questo si’ olimpionico, mi ha allontanato dall’incresciosa
situazione, facendomi ricordare che la grazia e l’agilita’ dimostrata
da atleti e ginnasti si conquista con anni di fatica da cui mi son
sempre ben tenuta alla larga.
Da allora  ho sorvegliato costantemente le mie pericolose inclinazioni, ma ora che succedera’?
L‘olimpiade e’ in realta’ il lasso di tempo che va da una
manifestazione all’altra: credete che lo spirito olimpico ne sia
informato?
Speriamo che piu’ della tradizione ellenica possa la saggezza popolare: passata la festa gabbato lu santo!

Continua a leggere ‘Lo spirito olimpico’

31
dic
69

post alcolico

Non amo i superalcolici, ma adoro il vino, il che e‘
giustificato anche dalle mie origini: sono mandrogna solo d’adozione ma
“montagnina” di famiglia.
Il vino piu’ buono che abbia mai bevuto era il
moscato che faceva mio nonno: ho sempre pensato che fosse parente stretto
dell’ambrosia degli dei, tanto era dolce e dal colore del miele.
A differenza
del cibo, per il bere mi lascio inebriare anche dal suono delle parole o dal
loro cote’ letterario: adoro il Pernod e il Pastiche perche’ ne ho letto
talmente tanto nei romanzi che berlo e’ vivere un racconto di Hemingway. Il
Mohito pensavo che l’avrei bevuto solo alla Boteghita del Medio se fossi andata
a Cuba, invece e’ stata la bevanda di tutta la scorsa estate in discoteca,
sempre perche’ ho deciso di inaugurare la stagione con un omaggio al grande
vecchio.
Ma torniamo ai vini scoperti in base alla melodia del suono: il mio
bianco preferito e’ l’Erbaluce di Caluso: scorri la lista dei vini e come fai a
non rimanere colpito da un nome cosi’particolare? Il gusto mantiene quel che il
nome promette: soavita’ nel sorseggio e gambe di piombo nell’alzarsi!
Altra
interessante scoperta e’stato il Ruche’ vino tipico del basso Monferrato, scelto
per la piacevole sonorita’ in una divertentissima serata al Caffe’ della Pesa a
Vignale,l’aroma fa dimenticare la Bonarda piu’ profumata.
In un osteria
specializzata in vini spagnoli in quel di Rivanazzano ho perso la testa piu’
volta con il Ramirez de la Piscina, rosso corposo che non a nulla a che vedere
con le acque azzurre che evoca.
Il Marzemino e’ entrato nella mia lista dei
favoriti perche’ in una trattoria di Bolzano nella descrizione si annotava che
addirittura Mozart lo citava in una sua opera.. e qualcuno avrebbe il coraggio
di smentire un genio?

31
dic
69

Consiglio

Alla persona che e’ arrivata su questo blog con il refer rendere catastrofici eventi spiacevoli, direi di sapersi accontentare…

31
dic
69

Ole’!

Torof_1Barcellona e’ la prima citta’ spagnola ad essersi pronunciata contro la corrida.

Grande prova di civilta’ di un popolo per cui la tauromachia e’ una
tradizione millenaria.
Il confronto con la moda del reality show esploso in
Italia in questa stagione televisiva e’ d’obbligo: e’ fondamentale l’imperativo
che vuole lo sfruttamento animale per "riportare al successo" gente come
Pappalardo? Le cucarache secondo voi, sono felici di farsi spiaccicare contro le
tettone rifatte di Brigitte Nielsen? E non voglio pensare ai poveri animali de
La fattoria!

31
dic
69

Mondo Cane

Continua anche sui blog la giusta indignazione contro il
decreto Sirchia sull’emergenza cani: purtroppo il ministro non ha mai visto
Heidi altrimenti come gli sarebbe potuto venire in mente di inserire nella lista
delle razze pericolose anche il San Bernardo: Nebbia quanti movimenti avra’
fatto in qualche centinaio di episodi?

Fortunatamente Sirchia non ha
visto Hulk e il terribile barboncino genticamente modificato del padre del
protagonista, ma che il can barbone nano fosse una vil razza dannata i cinefili
lo sanno dai tempi non sospetti di Elvira la Vampira (1988): chi mai ha potuto
dimenticare il barboncino in versione punk?
>
Altrettanto
fortunatamente egli non conosce mia cugina che e’ stata morsicata da un chiuaua,
ne’ tantomeno la sottoscritta salvata dai manrovesci materni dalla gatta che
assalto’ alla spalle la mia genitrice lasciandola di stucco e facendomi godere
da quel momento e per tutta la mia infanzia di una tremenda immunita’.

Sarcasmo a parte, il decreto non risolvera’ nulla, e’ stato ribadito
piu’ volte ma bisogna sempre guardare chi c’e’ dall’altra parte del quinzanglio,
in genere e’ li’ che si trova la Bestia.
Piu’ che tutelarci dagli animali,
dovremmo tutelare loro sottoponendo le persone che le vogliono acquistare a
severi controlli.

Comunque pare ci sia un colpevole per l’esistenza della
razza pitt bull: il governo americano che li seleziono’ come animali
antisommossa per poi dismetterli quando si rese conto del “mostro”che aveva
inventato, la notizia e’ fresca di televisione, la riporto come l’ho sentita




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